Considerata la confusione normativa e procedurale in atto, ritengo opportuno fare un po’ di chiarezza in merito ad alcuni argomenti “caldi” trattati nelle ultime settimane da tutti i principali mezzi di comunicazione.

Premesso che il decreto legge, nell’ordinamento giuridico italiano, è un atto normativo di carattere provvisorio avente forza di legge, adottato in casi straordinari di necessità e urgenza dal Governo, ai sensi dell’art. 77 e 72 della Costituzione della Repubblica Italiana che entra in vigore immediatamente dopo la sua pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana, ma considerato che gli effetti prodotti sono provvisori, perché i decreti-legge perdono efficacia se il Parlamento non li converte in legge entro 60 giorni dalla loro pubblicazione, segnalo che Il Decreto fiscale 2019 collegato alla Legge di Bilancio è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale in data 23 ottobre 2018. Il testo del Decreto Legge n. 119/2018 contiene le ultime modifiche apportate dal Consiglio dei Ministri.

Pace fiscale: le novità nel testo del decreto fiscale 2019 pubblicato in Gazzetta Ufficiale

La pace fiscale ha un apposito e corposo capitolo nel testo ufficiale del decreto fiscale 2019 collegato alla Legge di Bilancio.

Tra le ultimissime novità vi è il saldo e stralcio anche per le cartelle non pagate che però, come dichiarato dal premier Conte, dovrebbe essere inserito in sede di conversione in legge del Decreto fiscale 2019.

Tale saldo e stralcio delle cartelle esattoriali è riservato ai contribuenti in difficoltà e prevede tre aliquote al 6%, al 10% e al 25% che si applicheranno ad altrettanti valori ISEE.

Le tre aliquote sopracitate si applicano rispettivamente alle persone fisiche con ISEE sotto i 15.000 euro, tra 15.000 e 22.000 euro, tra 22.000 e 30.000 euro.

Le tre aliquote al 6%, al 10% e al 25% si applicano alle società con debiti superiori al 20% del valore della produzione e un indice di liquidità inferiore a 0,3%, tra 0,3 e 0,6%, tra 0,6 e 0,8%.

I contribuenti che hanno già aderito alla rottamazione delle cartelle esattoriali possono aderire al condono, secondo le misure previste dalla pace fiscale, solo per gli importi non ancora pagati.

Tra le altre novità vi è la sanatoria dei debiti con aliquota al 20% tramite dichiarazione integrativa.

La dichiarazione integrativa consente al contribuente di accedere alla pace fiscale con la possibilità di dichiarare un importo massimo pari a un terzo delle somme omesse nell’anno precedente fino a un tetto di 100.000 euro.

Un’altra novità contenuta nel testo definitivo del DL fiscale è il condono delle mini cartelle fino a 1.000 euro comprese nel decennio tra il 2000 e il 2010.

La rottamazione-ter delle cartelle esattoriali prevista per chi aveva già beneficiato della rottamazione bis e ha versato almeno una rata. Per tali contribuenti è prevista la possibilità di ridefinire il proprio debito con il fisco (relativo al periodo tra il 2000 e il 2017) alle seguenti condizioni agevolate:

  • l’eliminazione del pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora;
  • la possibilità di rateizzare il pagamento (massimo 10 rate consecutive di pari importo) in 5 anni pagando un interesse ridotto del 2% l’anno;
  • la possibilità di compensare i debiti con il Fisco con i crediti nei confronti della pubblica amministrazione.

In materia di pace fiscale sono previste inoltre diverse ipotesi di definizione agevolata delle controversie tra i contribuenti e l’Agenzia delle Entrate. Nello specifico è prevista la definizione agevolata:

  • dei carichi affidati all’agente della riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea;
  • delle controversie tributarie nei confronti dell’Agenzia delle entrate;
  • degli atti del procedimento di accertamento; degli atti dei procedimenti verbali di contestazione;
  • delle imposte di consumo.

Sono escluse dalla pace fiscale le somme provenienti dall’estero, l’art. 9 del DL n. 119/2018 stabilisce infatti che la dichiarazione integrativa speciale non può essere esperita dai contribuenti per l’emersione di attività finanziarie e patrimoniali costituite o detenute fuori dal territorio dello Stato.

Rottamazione-ter: le misure nel decreto fiscale 2019

Con la rottamazione-ter, ovvero la nuova rottamazione delle cartelle esattoriali, il contribuente in debito con il Fisco potrà beneficiare di ulteriori “agevolazioni” rispetto alle precedenti rottamazioni.

I contribuenti interessati potranno infatti sanare i propri debiti senza pagare le relative sanzioni e gli interessi di mora ma non solo. L’arco di tempo che viene concesso per il versamento delle somme dovute è pari a 5 anni.

Il pagamento dei debiti potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019 oppure tramite dieci rate con scadenza il 31 luglio e il 30 novembre di ogni anno a decorrere dal 2019.

Nel caso in cui si opterà per il pagamento in forma rateale, il contribuente sarà assoggettato ad un tasso di interesse ridotto del 2% l’anno anziché a quello del 4,5% che veniva applicato nelle precedenti rottamazioni.

I contribuenti che hanno aderito alla rottamazione-bis devono mettersi in regola con i pagamenti delle prime tre rate tramite il saldo anche della sola rata di novembre entro il 7 dicembre 2018.

Inoltre il debitore potrà utilizzare in compensazione, per tutti i versamenti necessari a perfezionare la definizione, i crediti non prescritti, certi liquidi ed esigibili, per somministrazioni, forniture, appalti e servizi, anche professionali, maturati nei confronti della Pubblica Amministrazione.

Sono esclusi dalla rottamazione-ter i seguenti debiti:

  • le somme dovute a titolo di recupero di aiuti di Stato ai sensi dell’art. 16 del regolamento UE 2015/1589 del Consiglio, del 13 luglio 2015;
  • i crediti derivanti da pronunce di condanna della Corte dei conti;
  • le multe, le ammende e le sanzioni pecuniarie dovute a seguito di provvedimenti e sentenze penali di condanna;
  • le sanzioni diverse da quelle irrogate per violazioni tributarie o per violazione degli obblighi relativi ai contributi e ai premi dovuti agli enti previdenziali.

Fattura elettronica: le novità sulle semplificazioni fiscali nel testo del DL n. 119/2018

Il secondo capitolo del testo ufficiale del DL n. 119/2018 è dedicato alla fattura elettronica e contiene le relative disposizioni in materia di semplificazioni fiscali.

Le principali novità sulla fattura elettronica sono due. La prima è l’ipotesi di una moratoria sulle sanzioni per i primi sei mesi per i ritardi nell’invio delle fatture che non condizioneranno i termini di liquidazione dell’IVA.

La seconda novità stabilisce che, a partire dal 1° luglio 2019, la fattura elettronica potrà essere inviata entro dieci giorni dal compimento dell’operazione.
Ecco nel dettaglio i diversi punti in materia di fattura elettronica presenti nel testo del decreto fiscale 2019 collegato alla Legge di Bilancio:

  • disposizioni di semplificazione per l’avvio della fatturazione elettronica;
  • disposizioni di semplificazione in tema di emissione delle fatture;
  • disposizioni di semplificazione in tema di annotazione delle fatture emesse;
  • disposizioni di semplificazione in tema di registrazione degli acquisti;
  • semplificazioni in tema di detrazione dell’IVA;
  • disposizione di coordinamento in tema di fatturazione elettronica.