Sono stati sbloccati il trasporto e la commercializzazione di fiori e piante. Un settore che in maniera inspiegabile era stato bloccato visto che al contempo restavano autorizzato il complesso delle attività agricole. Una misura, quella del blocco, che rischiava di mettere in ginocchio, per giunta all’inizio della primavera, un settore che a differenza di altri dell’agroalimentare non può contare né sulla possibilità di frigoconservazione dei prodotti né nello stoccaggio come per i prodotti alimentari destinati alla stagionatura o all’invecchiamento.
Pertanto lo stop al settore florovivaistico avrebbe comportato la destinazione di larghissime fette della produzione semplicemente al macero.

«Il grido di allarme che si è levato in questi giorni dal settore florovivaistico – ha commentato la ministra delle Politiche agricole, Teresa Bellanova – non è rimasto inascoltato. Semi, piante, piante da frutto, fiori ornamentali, piante in vaso, fertilizzanti, potranno essere prodotti, trasportati, commercializzati. E i negozi per la vendita resteranno aperti. Dovunque. Non solo nella grande distribuzione».

La ministra informata nella serata del 26 marzo della Faq pubblicata sul sito di Palazzo Chigi non aveva voluto commentare riservandosi una verifica questa mattina cosa che è puntualmente avvenuta: le attività florovivaistiche sono consentite ai sensi del Dpcm, articolo 1, comma 1, lettera f, del 22 marzo scorso.

«Per prodotti agricoli si intendono, e non poteva essere diversamente – ha aggiunto la Bellanova – anche le attività florovivaistiche, che rientrano nel raggio delle coltivazioni agricole. Un segmento rilevante, come testimoniano i numeri: 100mila addetti in 27mila aziende per oltre 2,5 miliardi di euro di fatturato oltre l’indotto, tra cui la parte relativa alla commercializzazione. Il lavoro congiunto svolto in questi giorni dai nostri uffici con quelli del ministero dello Sviluppo economico, e con il contributo importante delle Associazioni, mette in salvo un settore determinante per il nostro Paese, fondamentale per la nostra agricoltura. Le associazioni hanno temuto di dover mandare al macero tonnellate e tonnellate di merce. Non sarà così. Adesso possiamo concentrarci su come garantire al settore, anche nel prossimo Decreto legge, ulteriore tranquillità per imprese e lavoratori».

Villani Rag. Savino