Decreto Sostegno: proroga CIG e blocco dei licenziamenti

Passando al fronte lavoro, particolari novità riguardano due misure chiave introdotte dall’inizio dell’emergenza:

  • una conferma della cassa integrazione per coronavirus: attualmente è accessibile fino al 31 marzo 2021 e fino al 30 giugno solo per CIG in deroga e assegno ordinario. La durata si allunga rispettivamente fino al 30 giugno e fino al 31 dicembre 2021;
  • conferma del blocco dei licenziamenti, attualmente la scadenza è sempre fissata al 31 marzo 2021. La proroga segue due tempi:
    • fino al 30 giugno 2021 in maniera generalizzata;
    • dal 1° luglio 2021 al 31 ottobre 2021 il divieto di procedere con i licenziamenti si lega alla fruizione della CIG Covid.

Tempi diversi per la proroga del blocco dei licenziamenti erano stati annunciati dal ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Andrea Orlando.

Bonus lavoratori stagionali nel Decreto Sostegno

Tra le misure riproposte dal Decreto Sostegno, ci sono anche i bonus per i lavoratori stagionali.

Il testo approvato il 19 marzo 2021 conferma quanto annunciato dalla formazione di governo che ha poi lasciato il testimone alla squadra capitanata da Mario Draghi. Ma non per gli importi.

Il bonus per i lavoratori stagionali sarà pari a 2.400 euro, non più tre mensilità di bonus da 1000 euro come previsto in principio.

Per i lavoratori sportivi, il decreto prevede un sostegno di importo variabile, tra i 1.200 e i 3.600 euro.

Secondo quanto contenuto nell’ultima bozza, in attesa del testo ufficiale del DL Sostegno, il calcolo del bonus spettante verrebbe effettuato in base ai compensi del 2019:

  • indennità di 3600 euro in caso di compensi sopra i 10.000 euro;
  • indennità di 2.400 euro in caso di compensi tra 4.000 e 10.000 euro;
  • indennità di 1.200 euro in caso di compensi inferiori a 4.000 euro.

Gli importi vengono erogati dalla società Sport e Salute e non dall’INPS. L’ultima indennità ricevuta ammontava a 800 euro.

Reddito di emergenza, proroga di tre mesi nel decreto Sostegno anche per chi ha finito la Naspi

Nuova linfa arriva anche per un’altra misura emergenziale introdotta dal Decreto Rilancio: il reddito di emergenza.

Nato come un assegno, pari ad un minimo di 400 euro e ad un massimo di 840 euro, calcolato in base al numero di componenti del nucleo familiare e all’ISEE, viene confermato ancora una volta e modificato in più punti.

Con il Decreto Sostegni, si prevedono tre mensilità ulteriori di reddito di emergenza, per marzo, aprile e maggio 2021.

Cambiano i requisiti d’accesso: per le famiglie che vivono in affitto, aumenta di un dodicesimo il valore annuo del canone di locazione dichiarato ai fini ISEE. Inoltre, potranno presentare domanda anche i lavoratori che hanno terminato la Naspi o la DisColl tra il 1° luglio e il 28 febbraio 2021.

Non una proroga NASpI nel Decreto Sostegno, ma requisiti meno stringenti

E ancora, il testo del Decreto Sostegno prevede anche un intervento sulla NASpI, indennità di disoccupazione.

Ci si attendeva una proroga, come previsto nel corso del 2020. Il nuovo decreto dispone invece novità sui requisiti: fino al 31 dicembre 2021 diventa accessibile a prescindere dalla sussistenza del requisito che prevede il diritto all’indennità per coloro che hanno maturato 30 giorni di effettivo lavoro nei 12 mesi che precedono l’inizio del periodo di disoccupazione.

Contratti a termine, proroga senza causale in scadenza nel Decreto Sostegno

Per quanto riguarda i contratti a termine, il Decreto Sostegno prevede la proroga della possibilità di rinnovo senza causale fino al 31 dicembre 2021.

Vengono nuovamente congelate le causali fino al 31 dicembre 2021 in modo tale che i periodi a termine non vengano computati nel massimale di durata dei contratti a tempo determinato.

Villani Rag. Savino